02.03 – DENTRO LA GUERRA / LA GUERRA DENTRO – Confini, Conflitti e Resistenze alle porte d’Europa

2marzoh 17.30 @ aula B1 Ca' Borin, via del santo, 24 - Nel percorso di mobilitazione attorno alla giornata europea del 1 marzo che vedrà il suo culmine nella manifestazione regionale di sabato 5, invitiamo tutti e tutte a partecipare ad un momento di approfondimento che sappia rimettere al centro dei nostri percorsi il tema della guerra, per immaginare assieme quali iniziative mettere in campo per porre fine ad ogni intervento militare. Siamo in guerra. Siria, Parigi, Colonia, Rojava, Egitto, Lesbo. Un conflitto che sconfina ogni confine, ogni status giuridico, ogni ordinamento politico. Eppure questa guerra, che nessuno ancora osa nominare come tale, sta bruciando i confini geopolitici e umani di un continente che assiste impassibile, colpevole e ipocrita alle conseguenze delle sue stesse politiche economiche e strategiche. La guerra entra e la guerra esce dai confini di un’Europa che proprio sui confini militari, economici e sociali ha costruito la sua identità. L’Europa, innanzitutto. Dall’apertura delle frontiere di quest’Estate da parte della Merkel, apertura, oramai possiamo dirlo, quanto mai fasulla, abbiamo assistito ad progressivo innalzamento di muri e irrigidimento dei confini. Le articolazioni di questa politica si fanno sempre più estreme, man mano che raggiungiamo i confini più esterni dell’Europa. Pensiamo alla Siria, dove da cinque interminabili anni una guerra sanguinosa in cui i nemici sono ormai indistinguibili sta decimando la popolazione facendo fuggire milioni di persone verso l’Europa, mentre in Turchia, per la quale l’Europa ha stanziato tre miliardi per sbarrare la strada ai migranti, Erdogan usa l’alibi della guerra all’Isis per bombardare i Kurdi e il loro progetto di democrazia radicale e femminista; ma anche ai Balcani, dove nuovi nazionalismi erigono muri per provare ad arrestare i flussi impetuosi di migranti che fuggono dalle macerie delle stesse guerre, e a Lesbo in Grecia, unico stato che denuncia la drammaticità di queste politiche e la solidarietà popolare verso i e le migranti in fuga si diffonde; pensiamo infine alla guerra imminente contro la Libia, di cui noi saremo protagonisti nostro malgrado. Nello scenario dei conflitti più ampio, delle guerre mediorientali, qual è il ruolo strategico dell’Europa e della sua politica dei confini? Quali le responsabilità dei nostri governi? Come riportare al centro delle nostre riflessioni il tema della guerra, nelle sue articolazioni fuori e dentro i confini dell’Europa? Come leggere i conflitti e camminare accanto alle resistenze, con uno sguardo capace di svelare ipocrisie e nominare mondi in lotta taciuti? Come indagare criticamente questo quadro conflittuale epurandolo da fazioni ideologiche in armi e scontri di civiltà? Come decolonizzare il nostro sguardo di fronte a scenari di guerra portatori ognuno del proprio specifico linguaggio? Vogliamo provare, in maniera necessariamente introduttiva, a ricomporre questi pezzi in un unico puzzle di realtà. Con sempre la domanda fondamentale in testa: e noi come ci organizziamo? Ne discuteremo con: Emanuele Giordana, giornalista di Lettera22 Giuseppe Acconcia, giornalista del Manifesto Massimiliano Trentin, ricercatore Università di Bologna Con la testimonianza di due avvocati siriani che si occupano di diritti umani a Damasco

Mercoledì 2 marzo h 17:30 Aula B1, Ca' Borin, via del santo 24, Padova

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