#15M – Nuit Debout

deboutDalle piazze francesi in rivolta, un forte vento sta soffiando verso tutti i paesi europei. Un vento democratico che rifiuta il lavoro malpagato e “flessibile”, la disoccupazione, le politiche di austerità, i continui tagli a welfare e servizi, ma soprattutto che sta ridando coraggio ai tanti e tante che non possono o non vogliono più abbassare la testa, che non si rassegnano.

Anche a Padova pensiamo sia il momento di prendere parola, di alzare la testa insieme ad altre centinaia di città che in tutto il mondo si stanno organizzando per fare del 15 Maggio un giorno diverso dagli altri, in cui il sogno di costruire un futuro diverso sia possibile.

Ritrovarsi, domenica 15 maggio alle ore 17, sul Liston, nel cuore della città, significa rifiutare le politiche di Austerity europee, il Jobs Act e l’arroganza del governo Renzi. Ritrovarsi poi davanti ai cancelli della Prandina, significa rifiutare la guerra, i confini e il razzismo. Significa anche comunicare al sindaco Bitonci che un’altra Padova, antirazzista e democratica, si sta organizzando per costruire un futuro lontano da lui e dalle sue politiche violente e xenofobe.

Contro la precarietà e l’austerity, contro guerra, confini e razzismo, scendiamo in piazza per i diritti di tutti e tutte.

#15M #GlobalDebout

Dalle piazze francesi in rivolta, un forte vento sta soffiando verso tutti i paesi europei. Un vento democratico che rifiuta il lavoro malpagato e “flessibile”, la disoccupazione, le politiche di austerità, i continui tagli a welfare e servizi, ma soprattutto che sta ridando coraggio ai tanti e tante che non possono o non vogliono più abbassare la testa, che non si rassegnano.
Da più di due mesi una grande mobilitazione sta trasformando la Francia. Questa è la più forte risposta a chi, dopo gli attentati che hanno colpito Parigi, vorrebbe rinchiuderci nella paura e convincerci che la guerra è l’unica soluzione possibile. Le centinaia di piazze occupate ogni notte in tutta la Francia a partire da Place de la Republique a Parigi, gli scioperi, i cortei e la comunicazione orizzontale nati per contrastare la riforma del lavoro ci stanno facendo riscoprire il senso pieno dello stare insieme e del decidere sulle proprie vite e sui propri destini.
Tutto questo avviene mentre l’Unione Europea erige muri e costruisce ghetti nei propri confini e all’interno delle proprie città. Centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini sono ogni giorno segregati o espulsi, mentre chi riesce in qualche modo a conquistarsi il diritto ad esistere nei paesi europei, è costretto a confrontarsi ogni giorno con il razzismo e la xenofobia che caratterizzano il “normale” funzionamento del mercato del lavoro e delle istituzioni.
Quello che succede in Francia parla anche a noi: il governo francese prova a legittimare la sua “Loi Travail” che vorrebbe licenziamenti facili, estensioni dell’orario di lavoro, deroghe alla contrattazione collettiva, con i “risultati” del Jobs Act di Renzi, a cui assomiglia molto. Sostenere la lotta contro la “loi travail” è continuare a lottare contro la riforma italiana, per affermare un’Europa dei diritti non dello sfruttamento.
Anche a Padova pensiamo sia il momento di prendere parola, di alzare la testa insieme ad altre centinaia di città che in tutto il mondo si stanno organizzando per fare del 15 Maggio un giorno diverso dagli altri, in cui il sogno di costruire un futuro diverso sia possibile.
In questo momento parlare di democrazia nella nostra città significa innanzitutto una cosa: rompere la cappa di silenzio in cui le vite di migliaia lavoratrici e lavoratori sono relegate. Significa denunciare i voucher, il lavoro nero i cococo, i licenziamenti. Ma significa anche stare al fianco di chi da tanti, troppi mesi, è costretto a vivere in un lager-tendopoli quale è la Prandina. In queste ultime settimane è stato reso noto lo scandalo che ha coinvolto la cooperativa EcoOfficina per alcune tangenti che i propri dirigenti hanno intascato e per la totale assenza di servizi dignitosi per chi è costretto a stare in questo luogo di reclusione. Nei confini che sulla linea della precarietà, della razza, del genere, articolano fratture e nuove esclusioni, liberiamo spazi di democrazia radicale e partecipazione che costruiscano una città diversa, la nostra città.
Ritrovarsi, domenica 15 maggio alle ore 17, sul Liston, nel cuore della città, significa rifiutare le politiche di Austerity europee, il Jobs Act e l’arroganza del governo Renzi. Ritrovarsi poi davanti ai cancelli della Prandina, significa rifiutare la guerra e il razzismo. Significa anche comunicare al sindaco Bitonci che un’altra Padova, antirazzista e democratica, si sta organizzando per costruire un futuro lontano da lui e dalle sue politiche violente e xenofobe.
Contro la precarietà e l’austerity, contro guerra e razzismo, scendiamo in piazza per i diritti di tutti e tutte.
Nuit Debout Padova.

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