21.04 – Addio alle Armi: tra traffici, industrie e nuove forme di conflitto

addioarmiorizzsecondo incontro del ciclo seminariale "Cartografie Subalterne: sguardi postcoloniali su confini, conflitti e traiettorie insorgenti" (link al programma completo)

Circa 875 milioni di armi da fuoco piccole e leggere destinate ad uso civile, nel mondo. Circa 526.000 le persone uccise da queste armi, di cui l'80% perde la vita al di fuori di scenari di conflitti armati. In aggiunta, un numero incalcolabile di feriti e vittime delle conseguenze indirette della violenza armata: fame, povertà, carenza di cure sanitarie, emigrazioni ecc.

Oggetto sconosciuto

Il mercato globale di queste armi raggiunge valori annuali di 8,5 miliardi di dollari, cui vanno aggiunti i proventi, incalcolabili, del florido commercio illegale. L'Italia, in particolare, è tra i maggiori esportatori a livello globale di armi civili piccole e leggere, loro componenti e munizioni. Malgrado la perdurante crisi economica e finanziaria mondiale, il valore globale delle esportazioni effettuate nel 2012 ha raggiunto la cifra record di 496.721.620,00 euro.

A fronte di numeri così sconcertanti, quali Paesi, e in che misura, sono interessati dal traffico, dai proventi, e dalle conseguenze del commercio di armi? Qual è il ruolo svolto dalle agenzie intermedie quali industrie, trasporti, ma anche università, nell’affinamento della tecnica e della circolazione delle armi? Come denunciare gli interessi economici fortemente implicati nella gestione della produzione e distribuzione delle armi? In che modo è possibile pensare a un “addio alle armi” che tuteli i Paesi interessati da conflitti, disparità di risorse, immigrazione massiccia?

A questa ed altre domande cercheremo di dare risposta con la partecipazione di: Giorgio Beretta, osservatorio Opal di Brescia Rachele Gonnelli, giornalista freelance

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Giovedì 21 aprile ore 18.30 @AulaB2, Ca' Borin (via del Santo, 22)

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