27.06 – Inaugurazione ACAD Point di Padova

zcACADI nomi di Stefano Cucchi, Federico Aldrovandi, Dino Budroni, Giuseppe Uva sono ormai entrati a far parte della nostra memoria collettiva, insieme a quelli di troppi altri che negli ultimi anni sono caduti vittime della violenza cieca di cui si macchiano le forze dell’ordine di questo paese. Sono nomi che ci parlano di uno stato che lascia impuniti agenti colpevoli di omicidio e tortura, che denunciano l’indifferenza istituzionale verso chi chiede giustizia e verità per i propri cari assassinati da pubblici ufficiali nell’esercizio delle loro funzioni.

Nomi che oggi sono diventati, grazie al coraggio dei loro familiari e all’attivismo di molti soggetti, anche il simbolo di una mobilitazione sempre più diffusa contro gli abusi delle forze dell’ordine, per l’introduzione del reato di tortura, per l’obbligo del numero identificativo sulle divise, per l’espulsione immediata dai corpi di polizia degli agenti condannati per violenza e omicidio delle persone sotto loro custodia. I casi di mala polizia non sono delle eccezioni ma costituiscono un problema strutturale di questo paese: non dimentichiamo le violenze sempre più gravi contro i manifestanti, durante scioperi e occupazioni, costantemente coperte dai vertici di polizia ma anche dai loro sindacati, che tra un applauso ai colleghi assassini e un presidio contro madri i cui figli sono stati ammazzati, fanno carriera sulla pelle delle loro vittime; così come le violenze sessuali compiute da agenti di polizia nei confronti di donne migranti e sex workers nelle caserme e nei Cie, luoghi di sospensione del diritto e di negazione totale della personalità e della dignità dei soggetti che vi vengono rinchiusi.

L’esigenza di affrontare il problema degli abusi di polizia si fa sempre più pressante, e in molte città si stanno moltiplicando progetti ed iniziative di monitoraggio, denuncia dei casi di mala polizia e sostegno a chi subisce violenze da parte delle forze dell’ordine.

IL Bioslab, anche con la campagna #padovatrema e 113-La solitudine dei numeri primi, ha denunciato la deriva securitaria del governo di questa città, divenuta ormai laboratorio di politiche di ordine pubblico gestito dall’amministrazione comunale in combutta con prefettura, questura e università: la desertificazione delle piazze e delle strade in nome del decoro e della sicurezza ed il moltiplicarsi di controlli di polizia nelle strade e nelle università e l’arbitrio di cui siamo stati noi stessi testimoni in più occasioni, sono per noi un campanello d’allarme.

Per questo come collettivo e laboratorio cittadino aderiamo al progetto di Acad – Associazione contro gli abusi in divisa, impegnata da anni a rompere il velo di omertà che copre sistematicamente omicidi e torture di stato e ad aiutare i familiari delle vittime a uscire dall’isolamento e ottenere giustizia. Acad è un progetto e una rete di attivisti e avvocati che in ogni città contribuisce a informare, monitorare e denunciare i casi di mala polizia.

Invitiamo tutte le realtà cittadine a partecipare alla presentazione dell'Acad Point di Padova.

Venerdì 27 dalle 18.30 @ BiosLab via Brigata Padova 5,7,9

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