Disposti a perdere tutto per ricominciare

Ci sono momenti nella vita politica dei collettivi auto-organizzati in cui non è più possibile stare fermi. Ci sono momenti in cui bisogna prendere il coraggio a due mani, fare i conti con la propria storia e le proprie certezze e agire delle scelte, per quanto dolorose. Scriviamo questo documento per comunicare ai compagni e le compagne che in questi anni abbiamo incontrato nelle tortuose e complesse strade del conflitto che da oggi il BiosLab non sarà più un soggetto politico organico, ma si trasformerà radicalmente, dando priorità all'autonomia e all'autodeterminazione dei molti progetti che in questi anni hanno fatto vivere gli spazi occupati di Via Brigata Padova 5-7-9.
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La conoscete la stroria di Jinn?

Il racconto che segue narra la vicenda che mi è realmente accaduta questo fine settima mentre mi accingevo ad entrare in casa quando una pattuglia dei carabinieri mi affianca a luci spente e senza alcun motivo valido mi intima di mostrare i documenti, ma descrive anche tutto l'insieme di quelle situazioni che ogni giorno colpiscono ogni singola soggetività della città di Padova. Le tinte fosche e la rassegnazione che ne scaturisce rappresentano uno stato d'animo generalizzato di completo abbandono alla realtà esistente. Ed è proprio la rassegnazione delle persone con cui parlo ogni giorno che mi spinge a pensare a quanto questo mondo non sia fatto per essere vissuto, ma al massimo sopravvissuto. La paura del “diverso”, la competizione più sfrenata, i processi di atomizzazione e precarizzazione non solo nel mondo del lavoro ma di ogni ambito della nostra vita vanno combattutti strenuamente: questa realtà va sovvertita, la rassegnazione va demolita!
La lotta continua, giorno dopo giorno, nella riappropriazione di spazi, nell'abbattimento delle barriere, nella pratica di
forme di socialità includente, nell'autodeterminazione della propria vita, nella riappropriazione di reddito.

 

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Vietato sedersi

12/02/2014
ore 14:40
Via VII Febbraio

Un pericolosissimo senza tetto, che pare essere seduto senza fare nulla ma che in realtà nasconde un piano per un attacco terroristico? a giudicare dalla reazione delle forze dell'ordine parrebbe...

 

Facce amiche

Ore 16. Basta, devo fare una pausa, voglio una sigaretta e cinque minuti di re lax. Mi alzo da un tavolo su cui sonnecchio da 4 ore, mi butto addosso l'eskimo e nuoto attraverso l'umidità del pomeriggio invernale alla ricerca di un paio di facce amiche che mi facciano pensare ad altro per un po'. E le trovo, come speravo: sono P. e Q., che, come sono soliti fare, sono passati per un caffè proprio a quest'ora.

Quel che è insolito è però la loro compagnia, che ha un'aria un poco meno amichevole: soldati schierati lungo il marciapiede a braccia conserte e gambe larghe, poliziotti che parlano al telefono, totale due camionette e una volante; ancor più strano, nessun altro su quel marciapiede.

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Polaroid di un pomeriggio di pioggia

Sono le sei e mezza di un pomeriggio di pioggia, i lampioni sono bassi e ho le scarpe fradice e pesanti ai piedi. Cammino distratto preso dai pensieri di una giornata di metà febbraio. Mi dirigo verso un supermercato del centro, uno dei più grossi. La mia unica preoccupazione al momento sono un paio di birre e tre zucchine per la cena. Dal torpore, un vociare indistinto attira la mia attenzione. Una volante è ferma a pochi passi dall’ingresso del supermercato. Due uomini in divisa sfogliano delle carte, penne alla mano compilano caselle e dati. I dati sono quelli di due uomini sulla quarantina, fermati per un controllo dei documenti. D’un tratto, colgo un rapido scambio di battute:  

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Operazione “salva il cane”

Orario: l'una di notte passata da un po'. Come ogni sera esco a portare il mio cane billy a fare una passeggiata, mi rilassa uscire di sera quando non c'è più il frastuono delle auto e scende il silenzio sulla città. Cammino su Corso Milano quando a un certo punto billy inizia a tirare forte al guinzaglio verso il porticato, lo seguo nella sua ricerca e li troviamo un cucciolo di cane, solo, impautiro con il collare legato al collo ma nessun padrone nelle vicinanze.

Sento delle voci più in la di due persone che stanno litigando, mi dirigo verso l'incrocio per verificare se il cane fosse loro, non faccio in tempo ad arrivare che due volanti della polizia sfrecciando a tutta velocità con lampeggianti e sirene spiegate, come se stesse avvenendo un inseguimento, ci passano accanto.

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