Disposti a perdere tutto per ricominciare

Ci sono momenti nella vita politica dei collettivi auto-organizzati in cui non è più possibile stare fermi. Ci sono momenti in cui bisogna prendere il coraggio a due mani, fare i conti con la propria storia e le proprie certezze e agire delle scelte, per quanto dolorose. Scriviamo questo documento per comunicare ai compagni e le compagne che in questi anni abbiamo incontrato nelle tortuose e complesse strade del conflitto che da oggi il BiosLab non sarà più un soggetto politico organico, ma si trasformerà radicalmente, dando priorità all'autonomia e all'autodeterminazione dei molti progetti che in questi anni hanno fatto vivere gli spazi occupati di Via Brigata Padova 5-7-9.
Continue reading

#NonUnaDiMeno : nuovo spazio politico femminista – Il divenire “Soggetto Imprevisto” e lo sciopero globale dell’8 marzo

editorialeBoloSiamo Marea e travolgeremo qualunque scoglio per riuscire a trasformare la potenza e la passione di queste giornate in un oceano di autodeterminazione, sovversione e liberazione per tutte.

Con queste parole si è conclusa l’assemblea plenaria di domenica 5 febbraio a Bologna. Una due giorni in cui, attraverso 8 tavoli di discussione partecipati da centinaia di attiviste, la rete nazionale NON UNA DI MENO ha ripreso in mano le redini di un percorso coraggioso e ambizioso che ha posto al centro il metodo femminista dell’orizzontalità, del “personale è politico” e dell’intersezionalità delle lotte: un nuovo paradigma costituente capace di ripensare radicalmente le fondamenta dell’organizzazione politica di movimento, verso una socialità libera e liberante dalla violenza sulle donne e dalla violenza del genere.

Continue reading

I confini mobili dell’Europa e le resistenze costituenti dei migranti

1“Esattamente come la distruzione delle macchine industriali non poteva condurre alla distruzione della soppressione del dominio capitalistico, così la distruzione o il tentativo di sfuggire alle macchine securitarie per rifugiarsi in un’illusoria “esteriorità” non permette di sfuggire al regno astratto della sicurezza. È dunque sul terreno delle lotte politiche contro l’oppressione securitaria – il controllo attuato sulla base delle sembianze fisiche, la sorveglianza al lavoro, ecc. – e attraverso la presa in considerazione della sua iscrizione nei rapporti di classe, genere e razza che potrà svilupparsi una resistenza globale contro la sicurezza”.

(Paul Guillibert, Memphis Krickeberg)

tratto da http://www.euronomade.info/?p=8731 di Omid Firouzi Tabar Seppur poco affezionato al contributo dato dalle statistiche ufficiali e radicalmente orientato ad approcci di tipo qualitativo mi sembra doveroso partire da un elemento quantitativo che emerge dall’ultimo rapporto di Frontex sui flussi migratori che interessano l’Europa(1). Pur presentandosi come un dato consistente non è quello degli sbarchi sulle coste italiane durante il 2016 (181.436) a colpire principalmente l’attenzione. Il primo elemento che spicca maggiormente e si presenta più funzionale per avere uno sguardo più adeguato e approfondito sulla situazione attuale riguarda la nuova inversione di tendenza del numero di approdi in Grecia, diminuiti addirittura del 79% grazie agli accordi con la Turchia, il forte calo degli arrivi attraverso la rotta Balcanica grazie al durissimo inasprimento e alla chiusura delle frontiere a fronte di un tendenziale consolidamento del numero di sbarchi avvenuti attraverso il mediterraneo. Continue reading

Il tempo dell’attesa nel regime dei confini – Cronache di mala-accoglienza nel Veneto leghista

conettaHUBIl 12 luglio scorso, nel centro di prima accoglienza situato nell'Ex base militare di Conetta, in provincia di Venezia, si è verificato l'ennesimo episodio in cui la rabbia e la sofferenza dei richiedenti asilo si è manifestata in maniera chiara. Stando alle cronache locali, un richiedente asilo, nell'atto di compilare dei moduli, sarebbe esploso in un gesto di rabbia, scagliando in aria scartoffie e portatile dell'operatore che lo stava assistendo. Il giorno precedente, sempre a Conetta, un operatore era stato spinto da un ospite alterato, procurandosi delle ferite. É bene ricordarlo fin da subito, non si tratta di casi isolati, ma di episodi ricorrenti in alcuni specifici luoghi dell'accoglienza situati nell'area metropolitana fra Padova e Venezia.

Continue reading

Se viviamo è per marciare sulla testa dei re – Liber* Tutt*!

Sentiamo il bisogno di prendere parola perché siamo stanchi e pieni di rabbia. In troppe occasioni abbiamo visto la vendetta di procure e tribunali scagliarsi verso chi, in questi anni così complessi in cui la democrazia è crollata sotto il peso della violenza autoritaria della crisi, ha deciso di non abbassare la testa, di non accettare che questa sia l'unica vita che possiamo vivere e di non adeguarsi ad un futuro fatto di precarietà, povertà e solitudine.

Non possiamo non denunciare come, dopo essere stati più volte repressi violentemente nelle piazze e dopo aver scontato in troppi misure cautelari preventive che danno il segno dello stato di salute del sistema della giustizia italiana, in questi giorni in tutta Italia si stanno comminando sentenze di condanna molto gravi per chi ha, dal basso, tentato di ostacolare la barbarie che rappresenta il presente in cui oggi siamo costretti a vivere.

Continue reading

Una Repubblica in comune – Un dato e qualche considerazione sul Marzo francese

docparigiQuando si entra dentro place de la “Republique”, salta agli occhi un primo –e forse l’unico- dato certo di queste settimane a Parigi: in piazza sono sedute, camminano, discutono, inventano, tramano, si ritrovano migliaia e migliaia di persone.

A partire da questo elemento, quotidianamente presente e visibile ormai da settimane, è un compito non semplice e certo non definitivo formulare qualche considerazione sul marzo francese.

Continue reading