Il “Degrado” prende parola – Verso il #29S

assembleaDegradoIeri sera a Padova , nella stessa piazza che mercoledì scorso è stata affollata da centinaia di persone in occasione della Sagra del degrado, è successo qualcosa di molto importante, un passo ulteriore nella direzione della ripresa di parola e della riconquista di diritti da parte di chi vive e attraversa la città. Ieri infatti si è tenuta la prima Assemblea del Degrado, ovvero il primo momento in cui anche chi è escluso dal dibattito pubblico e dai palazzi in cui vengono prese le decisioni, ha potuto dire qualcosa su come da mesi la vivibilità della città sia messa seriamente a rischio. Da quando si è insediato il nuovo sindaco una serie di ordinanze e dichiarazioni particolarmente odiose sono uscite da palazzo Moroni per strisciare sulla carta stampata e riesumare sentimenti beceri e xenofobi. Razzismo, esclusione, chiusura degli spazi, odio verso qualsiasi forma di povertà e marginalità, ma anche verso studenti, precari, disoccupati, tutti quei soggetti ogni giorno sfruttati e in qualche modo eccedenti rispetto al tentativo di normare e governare la città reprimendo le contraddizioni e la complessità.

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Sagra del Degrado: Padova torna a vivere!

sagradegradoLa buona riuscita della Sagra del Degrado di ieri sera testimonia l'insofferenza che le persone che desiderano una Padova più viva e libera da mesi – o meglio anni – covano nei confronti di divieti ridicoli quando non razzisti ed escludenti. Centinaia di studenti, precari, cittadini, persone che vivono Padova tutti i giorni, si sono radunate in Piazza delle Erbe, – piazza che anni di politiche securitarie e “anti-degrado” della giunta Zanonato-Rossi avevano desertificato completamente – per protestare contro i numerosi divieti che il sindaco Bitonci, sulla scia dei suoi predecessori, ha promulgato in nome del decoro, della legalità, e della “sicurezza” . Quale sicurezza poi? quella sociale?  Quella economica? O quella, molto più rassicurante per chi governa, di una città pacificata e svuotata apparentemente delle contraddizioni?

Nonostante l'intervento della polizia che ad un certo punto ha imposto che tutto il materiale della piazza venisse portato via – cestini compresi – la piazza di ieri è stata l'espressione di una città viva, in cui i desideri e i bisogni di tutti vengano accolti, una città aperta e solidale, una città libera, con tutte le contraddizioni e i conflitti che nelle città emergono, perchè è anzitutto nelle città che il cambiamento si produce.

#padovatrema
#ancheno

 

BiosLab

 

Arresti esemplari e perditempo democratici. A Padova va in scena l’inquisizione

arrestoSpacciatore arrestato in piazza, poliziotti insultati dai passanti. Questo è il titolo d'apertura di un breve articolo che il Gazzettino di Padova ospita nella terza pagina dell'edizione cartacea (qui la sintesi online). L'autrice dedica tre mezze colonne alla descrizione “degli attimi di concitazione ieri [ndr 20 Agosto 2014] intorno alle 16 in via Oberdan nel cuore di Padova per l'arresto di uno spacciatore magrhrebino.” L'articolo racconta di un battibecco animato da un passante che avrebbe chiesto spiegazioni su quanto accadeva alle due persone –descritte come poliziotti in borghese–  responsabili di aver inseguito ed atterrato uno spacciatore magrhrebino.
La ricostruzione fatta dalla giornalista si conclude poi con la dichiarazione dell'assessore alla sicurezza Maurizio Saia, il quale si scaglia contro l'eccesso di zelo di alcuni passanti “perditempo democratici” che –a detta sua– cercano di intervenire contro chi si impegna a mantenere l'ordine in città.

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27.03 – Presentazione ACAD Onlus

acadore 18:00 – Negli ultimi anni abbiamo assistito con rabbia ai numerosi episodi di violenza e abuso commessi dai cosiddetti agenti di pubblica sicurezza. Le torture avvenute nel 2001 a Genova (già accertate dalla magistratura) a ridosso delle manifestazioni di contestazione al G8, accompagnate dagli omicidi di Stefano Cucchi, Federico Aldrovandi e Giuseppe Uva –solo per citare i casi più noti– evidenziano nitidamente come polizia e carabinieri siano addestrati all’uso sistematico della violenza come strumento di gestione e controllo non solo di eventi di piazza, ma della quotidianità tout court.

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Padova città aperta – No ai CIE

padovaapertaQuesta mattina a Padova ha preso vita una forma alternativa di vivere la città. Dopo mesi di continue e folli politiche securitarie che il vice-sindaco reggente Ivo Rossi, in campagna elettorale, coadiuvato dai nuovi questore e prefetto, le recenti dichiarazione sulla necessità di apertura di un CIE in Veneto abbiamo deciso di mostrare al sindaco quale sarà la risposta se questo clima dovesse proseguire.

Stamattina una trentina di student* e precari* del Bios Lab hanno manifestato sotto il palazzo del comune il rifiuto verso l'esistenza stessa dei CIE.

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Arcella “città” aperta

arcellacittaapertaSono ormai tanti anni che vivo a Padova, ho cambiato diverse case e da pochi mesi mi sono ritrovato a vivere nella zona adiacente alla stazione. Più precisamente dietro di essa, da dove parte una città nella città: la (per alcuni) famigerata Arcella.

Da molte persone, da molti giornali, da molti politici questo quartiere è stato definito “degradato”, “pericoloso”, “malfamato” nel corso dei miei anni padovani. Nonostante mi sia sempre sembrato tutto assurdo ed esagerato non ho mai verificato in quanto l'Arcella è una di quelle zone in cui capiti solo se ci abiti, o se ci abita qualcuno che conosci e che sei andato a trovare.

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