02.03 – DENTRO LA GUERRA / LA GUERRA DENTRO – Confini, Conflitti e Resistenze alle porte d’Europa

2marzoh 17.30 @ aula B1 Ca' Borin, via del santo, 24 - Nel percorso di mobilitazione attorno alla giornata europea del 1 marzo che vedrà il suo culmine nella manifestazione regionale di sabato 5, invitiamo tutti e tutte a partecipare ad un momento di approfondimento che sappia rimettere al centro dei nostri percorsi il tema della guerra, per immaginare assieme quali iniziative mettere in campo per porre fine ad ogni intervento militare. Continue reading

«Padova infopoint/4»: Lo stato dell’arte dopo il ventennio

padovadi Sebastiano Canetta e Ernesto Milanesi. La vecchia “capitale” del Nord Est che declina. La città metropolitana senz’anima. Il sipario sul palcoscenico della Vecchia Repubblica. A Padova tramonta il «modello della sussidiarietà istituzionale» che negli ultimi vent’anni ha governato a tutto campo: economia, politica, amministrazioni pubbliche, interessi privati, salotti e banche, studi professionali e immobiliarismo. Lo “stato dell’arte” è inequivocabile, nonostante la propaganda più o meno democrak. In modo didascalico non rimane che prenderne atto e archiviare le informazioni utili sui veri “produttori” della crisi. Continue reading

De-Generiamo – Laboratorio quasi di danza

manifestodeImprovvisazioni, contaminazioni, incontri. Emozioni, differenze, potenzialità. Sguardi, intese, relazioni. Contatti. Movimenti. Corpi. Il laboratorio De-Generiamo propone di scoprire e riscoprire il corpo, di generare e rigenerare le identità, attraverso il movimento e la relazione con gli altri. Continue reading

Tutt* in piazza il #29S – Degrado Pride Parade

degraA seguito delle ultime settimane di mobilitazione cittadina, una grande assemblea di mercoledì 17 settembre ha lanciato, dopo aver redatto un documento condiviso, una grande giornata di mobilitazione contro l'amministrazione Bitonci della città che a colpi di ordinanze e sanzioni mira a calibrare Padova sulla misura del "decoro", del "pulito", dell' "ordinato". Tutto questo escludendo i giovani e gli studenti, i poveri e i migranti dal vivere pienamente gli spazi urbani, perché considerati o incompatibili o irrispettosi della pubblica morale. Dopo i grandi appuntamenti dell'assemblea pubblica e del ritrovo ludico No Degrado della settimana prima, la città degna, solidale e aperta lancia per il 29 settembre una Degrado Pride Parade che attraverserà Padova portando in piazza le sue relazioni virtuose, giuste e inclusive. Continue reading

22.05 – Inaugurazione punto Distribuzioni Dal Basso + Proiezione di “Vite al centro” di SMK Videofactory

ddbore 19:00 - Giovedì 22 maggio al Bios Lab sarà una serata dedicata alle autoproduzioni durante la quale verrà formalizzato un rapporto che da anni ci lega al collettivo SMK Videofactory e ora anche con il portale Distribuzioni Dal Basso.

Questa sarà infatti l'occasione per inaugurare al Bios Lab come nodo padovano del portale di distribuzione di materiale multimediale autoprodotto ed indipendente, comportando la presenza del catalogo di DDB e la possibilità di allargare la rete di contatti e relazioni tra videomaker indipendenti e spazi sociali.

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Messaggi di solidarietà in risposta allo sgombero

in aggiornamento...


Bios vuol dire vita. Bios Lab deve vivere! 

Bios vuol dire vita, vita significa aria, desideri, relazioni, persone, soggetti che si incontrano, che condividono storie, sogni, ansie e paure. Bios Lab, quindi, non è solo uno spazio liberato, Bios Lab è una vita nuova che è nata a Padova, è un luogo di critica, un percorso di immaginazione, un intreccio di biografie che quotidianamente r-esistono contro la privazione dei diritti, contro la chiusura di spazi, contro l’asfissia di un tempo che corre troppo freneticamente, contro la capitalizzazione delle esistenze di tutti noi. E r-esistono costruendo. Costruendo immaginari, cultura, saperi, linguaggi, costruendo condivisione e inclusione sociale.

Ma secondo il catasto, il Bios Lab è di proprietà dell’INPS, l’ente pubblico nato per erogare garanzie e previdenza sociale. L’ente pubblico che le nuove frontiere della precarizzazione, dei contratti a termine, delle finte partite IVA hanno reso un grande monumento in ricordo di qualcosa che non esiste più: mutua, pensioni, sussidi di disoccupazione che ogni lavoro in nero, a chiamata, a progetto può ignorare senza problemi.

E la storia del Bios Lab sembra l’oggettivazione della storia italiana dei diritti: uno spazio lasciato al degrado, un cumulo di macerie, un Garelli degli anni ’70 sembravano, quando siamo entrati, la metafora di uno stato sociale in pezzi, svenduto sul mercato finanziario ed espropriato alle nostre vite. Tutti noi, precari, studenti, disoccupati, i “giovani senza futuro” che tanto piacciono in campagna elettorale, abbiamo rimesso in piedi quello spazio, abbiamo edificato il nostro nuovo sistema dei diritti, riprendendoci, per quel ci è possibile, un luogo dove incontrarsi, condividere momenti, autogestire pezzi del nostro tempo, ritagliandoli da un mondo che ci vuole competitivi, individualisti, impresari di noi stessi.

Ora veniamo a sapere che l’INPS non ha intenzione di discutere con coloro con cui non ha mai dovuto interloquire: una generazione senza diritti, fuori da ogni lista d’attesa e lontana da ogni graduatoria. L’INPS rivuole quello spazio, senza se e senza ma; lo rivuole per riportalo allo stato in cui l’abbiamo trovato: quintali di detriti a ricordo di un sistema che, mentre fa del progresso la linea guida per devastare territori, violentare luoghi e vite, retrocede, rinnegando conquiste sociale, rivendicazioni e lotte. Lo rivuole nonostante l’enorme patrimonio immobiliare sfitto che possiede in tutta Italia, nonostante le centinaia di firme raccolte a favore dell’assegnazione dello spazio e l’enorme solidarietà e partecipazione avuta dagli abitanti del quartiere.

Aut Aut 357 era a Padova quel 17 aprile a contribuire alla nascita di Bios Lab e tutti noi abbiamo lasciato un pezzo di cuore, di gioia sovversiva nei muri di quel luogo, abbiamo condiviso passione militante e sogni insieme ai fratelli di Padova; e continueremo a farlo, tutte le volte che le nostre strade si incroceranno. Per questo Genova sta con il Bios Lab, coi compagni che, riappropriandosene, lo hanno reso un luogo aperto e vivo, uno spazio di tutti e per tutti.

Bios vuole dire vita, Bios Lab deve vivere!

Aut Aut 357

 


Bartleby sta con Bios Lab

All’inizio di questa tardiva estate l’idiozia e l’arroganza delle istituzioni non vanno in vacanza, e questo non ci stupisce. A Padova ieri mattina le forze dell’ordine hanno sgomberato i locali di Bios Lab.

Quasi tre mesi fa studenti, precari della ricerca, lavoratori precari e disoccupati hanno scelto di occupare uno spazio per dare una casa ai propri bisogni e ai propri desideri, una sfida capace di ritessere gli sfilacciati legami sociali di una Padova sempre più desertificata. Non a caso hanno scelto dei locali dell’INPS, quell’ente previdenziale che dovrebbe occuparsi della redistribuzione della ricchezza e che invece lascia all’abbandono per quasi venti anni quei locali e come quelli migliaia di altri in tutto il paese. E quando se ne occupa, lo fa per svenderli, per speculare, disponendo del patrimonio pubblico come di proprietà privata. Per noi questa è una delle contraddizioni principali delle istituzioni oggi, ed è su questo terreno che esperienze come il Bios Lab le sfidano, superandole, strappando spazi e tempi di felicità possibili e mettendoli in comune. Per questo sappiamo che nessuno sgombero può fermare esperienze di condivisione come Bios Lab, le uniche vere risposte alla crisi in tempi di governi tecnici e tagli bipartisan.

Certi di riabbracciarvi presto. La vita non si sgombera.

Le compagne e i compagni di Bartleby

 


Comunicato di solidarietà dopo lo sgombero di Bios Lab Padova

Alle 6 di questa mattina un nutrito manipolo delle forze dell’ordine hanno iniziato lo sgombero del “Laboratorio Bios” di Padova. Uno spazio liberato dalla rendita e dalla speculazione, un edificio lasciato per anni all’incuria e al degrado e improvvisamente diventato di grande interesse per la proprietà, l’INPS, che ne pretende l’immediato abbandono.

Il Bios Lab in poche settimane è diventato un luogo di aggregazione, produzione culturale e organizzazione per decine di giovani studenti e precari, in grado di immaginare e costruire vie d’uscita differenti dalla crisi, che parlano di recupero e messa a valore di spazi, cooperazione e capacità di interagire con il quartiere.Sembra evidente che a Padova, come in ogni città, la risposta che viene data a questo tipo di esperienze e una risposta dettata dalla paura e dalla volontà di soffocare sul nascere ogni modello che dimostri quanto il motto “there is no alternative” sia in realtà il tentativo di arrestare ogni forma di dissenso e di costruzione di percorsi autogestiti.
Siamo sicuri che il percorso di “BiosLab” è solo all’inizio e che non sarà certo uno sgombero a fermare studenti e precari che hanno deciso di mettersi in gioco per costruire un presente degno dei propri sogni e delle proprie aspirazioni!

Io sto con BiosLab!!

Anomalia Sapienza-Unicommon Roma
Esc, Atelier Autogestito
Studentato occupato Point Break
Studentato occupato Mushrooms

 


Complici e solidali con il Laboratorio Bios

Stamattina all’alba è stato sgomberato il Laboratorio Bios. Le forze dell’ordine hanno portato via la socialità e la produzione di saperi che quel luogo aveva ospitato, facendolo tornare vuoto, morto.
Perchè tre mesi fa, dopo 17 anni di colpevole abbandono da parte dell’INPS, uno spazio di degrado è stato riempito di vita, in una costruzione collettiva che ha riscosso un quartiere dall’apatia, riconsegnando alla cittadinanza uno spazio di crescita culturale e politica.
Chi camminava per via Palestro, immerso nella solitudine dei propri problemi, non ha visto più due saracinesche chiuse, ma persone che parlavano di diritto ad una esistenza dignitosa di fronte alla precarietà creata da un sistema che ha come fine ultimo il profitto.
Siamo a fianco dei compagni e delle compagne del Laboratorio Bios che da oggi si rimette in movimento perchè chi come noi da anni lotta per costruire spazi di libertà sa bene che la vita non si sgombera, che i desideri non si fermano.

La felicità non si paga, si strappa!

I compagni e le compagne di Exploit

 


La vita non si sgombera: siamo complici e solidali con il Bios Lab

Tre mesi fa studenti, ricercatori e precari hanno ridato vita ad uno stabile lasciato in totale abbandono dall’INPS facendone un laboratorio aperto a tutti dove praticare un nuovo welfare, elaborare e condividere saperi critici, fare inchiesta e conricerca. Nasceva così Bios Lab, uno spazio che ha aperto una  breccia in un clima sempre più cupo e silenzioso: un luogo di aggregazione e autorganizzazione come risposta alla morsa della crisi che giorno dopo giorno condanna intere generazioni a precarietà e povertà.

Ma questo, naturalmente, non poteva essere accettato da chi continua a giustificare l’esproprio dei diritti con la retorica dei sacrifici necessari e purificatori. Ecco quindi, puntuale, ieri mattina lo sgombero da parte di Polizia e Carabinieri.  Come sempre più spesso accade, spazi riportati in vita dal coraggio, dalle passioni, dalla determinazione nel continuare a immaginare, desiderare e realizzare dinamiche sociali libere dal ricatto del debito, vengono tempestivamente chiusi e riportati al degrado. Che nessuno osi disturbare i manovratori.

Ma se questo è lo scopo, avranno un’amara sorpresa, certi che i compagni e le compagne di Bios Lab riprenderanno presto casa più determinati che mai perchè la cultura, le idee e i desideri non si sgomberano.

Con amore e rabbia,  complici e solidali con le compagne e i compagni di Bios.Lab!

Noi stiamo con Bios Lab

Collettivo Lambretta
Casc Lambrate

ZAM - Zona Autonoma Milano
Rete Studenti Milano
Ambrosia
Milano in Movimento

 


È di ieri mattina la notizia dello sgombero del BIOS Lab in via Palestro; la polizia per effettuarlo ha addirittura bloccato gli accessi alla via con tanto di attrezzatura antisommossa. È l'ennesimo caso di sgombero di spazi abbandonati da anni che erano stati occupati, recuperati e messi a disposizione della cittadinanza.

Gli spazi abbandonati, come gli uffici dell'ex INPS in via Palestro, sono i veri generatori di insicurezza sociale e di disagio contemporaneo, e non è certo cacciando chi quei posti voleva recuperarli dall’abbandono restituendoli alla collettività che si può pensare di fare un servizio alla comunità.

Questo sgombero ci ha fatto riflettere particolarmente sulla questione degli spazi abbandonati nella nostra città. Troviamo ironico che questo sgombero avvenga proprio a pochi giorni dall'approvazione in consiglio comunale di una mozione volta a dedicare i terreni e gli spazi sottoutilizzati presenti nel comune di Padova a favore di imprese giovani e sociali.

Si vede una netta scelta di campo tra chi pensa che spazi e luoghi abbandonati debbano essere recuperati, e chi preferisce lasciarli abbandonati a marcire anche per 17 anni per poi pensare di edificare di nuovi palazzi, cementificando quel poco che è rimasto del nostro territorio sgombro da edifici.

Un'occupazione è per sua stessa natura fastidiosa per un'istituzione, sia essa un ente pubblico, lo stato, la regione o il comune, perché mette l'istituzione stessa di fronte al proprio fallimento e alla propria incapacità di gestire spazi e luoghi.

Crediamo inoltre che l’amministrazione dovrebbe risolvere queste questioni politicamente, mediando tra proprietà e occupanti, cercando di favorire una soluzione; sarebbe un notevole passo avanti per l’amministrazione Zanonato-Rossi cominciare ad agire con questa modalità invece di rispondere sempre e comunque con cariche di polizia come quelle di questa mattina davanti alla sede dell’INPS.


ASU - Associazione Studenti Universitari, Padova