Padova città aperta – No ai CIE

padovaapertaQuesta mattina a Padova ha preso vita una forma alternativa di vivere la città. Dopo mesi di continue e folli politiche securitarie che il vice-sindaco reggente Ivo Rossi, in campagna elettorale, coadiuvato dai nuovi questore e prefetto, le recenti dichiarazione sulla necessità di apertura di un CIE in Veneto abbiamo deciso di mostrare al sindaco quale sarà la risposta se questo clima dovesse proseguire.

Stamattina una trentina di student* e precari* del Bios Lab hanno manifestato sotto il palazzo del comune il rifiuto verso l'esistenza stessa dei CIE.

Sotto il palazzo del Liston è stato costruito un recinto a rappresentare la gabbia di un centro di detenzione ed espulsione, con all'interno compagn* dalle labbra simbolicamente cucite (per riprendere la ultime manifestazioni di protesta che hanno coinvolto i migranti in diversi CIE italiani). Dopo aver esposto la sconvolgente cronologia della stretta del cappio securitario, dalle folli ordinanze di qualche mese fa fino alle recenti dichiarazioni sui CIE, è stata rilanciata la campagna #padovatrema, che in poche settimane ha creato molte discussioni, in quanto risulta evidente come la morte della città, il senso di sconforto e paura che attanaglia sempre di più i cittadini e gli studenti immersi nelle difficoltà della crisi, vada combattuto con apertura di spazi di libertà, di costruzione di una Padova solidale, accogliente e gioiosa.

Il flash mob si è concluso con la rottura delle reti del simbolico CIE e con l'”evasione” dei detenuti richiusi, ricordando che la chiusura dei CIE è l'una scelta di umanità disponibile.

#padovatrema ? #ancheno !

qui foto e video dell'iniziativa:

 

qui il testo del volantino:

In queste settimane il sindaco reggente nonché candidato sindaco del Pd è stato protagonista di una serie di interventi e di iniziative che hanno dipinto Padova come pericolosa, insicura, addirittura nelle mani di bande di criminali stranieri che assedierebbero la città. Abbiamo già avuto modo, attraverso la campagna #Padovatrema, di contestare questo discorso fuorviante, utile solo a creare paura e a distogliere lo sguardo dalla profonda crisi economica e sociale che sta attraversando i nostri territori.

Nell'ultima settimana tuttavia, il candidato sindaco ha davvero passato il segno, segnalando tra le priorità della città la costruzione di un nuovo CIE, i tristemente famosi Centri di Detenzione e Identificazione per migranti irregolari. Ivo Rossi finge forse di non sapere che questi sono dei luoghi in cui delle persone, “colpevoli” solo di non essere in possesso di documenti regolari, vengono rinchiuse senza processo, in condizioni disumane e degradanti, come ha già dichiarato la Corte Europea per i Diritti Umani che ha condannato l'Italia per la situazione presente nelle carceri e, appunto, nei CIE.

È inaccettabile che, mentre a livello nazionale si è finalmente avviato un dibattito per smantellare e chiudere definitivamente questi veri e propri lager, in cui ormai quotidianamente esplodono rivolte e proteste per la vergognosa negazione dei diritti umani che avviene al loro interno, un personaggio sedicente democratico abbia il coraggio e la faccia tosta di dichiarare la necessità dell’apertura di un CIE in Veneto! Non bastavano i soldati per le strade, i controlli ossessivi ad ogni ora del giorno e della notte, la chiusura di ogni spazio pubblico e di socialità nel centro?
È ormai evidente a tutti che l’idea di governo della città di Ivo Rossi è un’idea oscura, violenta, razzista ed escludente: una città-CIE dove i diritti e le libertà vengono sacrificati quotidianamente, in cui i cittadini sono passibili di controlli, arresti, perquisizioni indiscriminate, e in cui si diffondono solitudine, paura e intolleranza. Esattamente la città in cui non vogliamo più vivere!

Abbiamo quindi deciso di venire qui, nel cuore della città e davanti al comune, per mostrare a Ivo Rossi che cosa rappresenta la realtà dei Cie. Vogliamo gridare forte la nostra indignazione nei confronti di chi specula sulla vita delle persone per pura propaganda elettorale alimentando odio, razzismo e paranoia.

Siamo qui anche per ribadire che l’idea di città che portiamo in piazza e nelle strade è opposta a quella di Rossi e di quelli come lui: noi vogliamo una città viva, solidale e meticcia, in cui abbiano cittadinanza idee, iniziative, percorsi e conflitti per una società giusta e includente. Vogliamo Padova città aperta da spazi di libertà e gioia, cultura e intelligenza.

 

 

Laboratorio Bios

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