Arresti esemplari e perditempo democratici. A Padova va in scena l’inquisizione

arrestoSpacciatore arrestato in piazza, poliziotti insultati dai passanti. Questo è il titolo d'apertura di un breve articolo che il Gazzettino di Padova ospita nella terza pagina dell'edizione cartacea (qui la sintesi online). L'autrice dedica tre mezze colonne alla descrizione “degli attimi di concitazione ieri [ndr 20 Agosto 2014] intorno alle 16 in via Oberdan nel cuore di Padova per l'arresto di uno spacciatore magrhrebino.” L'articolo racconta di un battibecco animato da un passante che avrebbe chiesto spiegazioni su quanto accadeva alle due persone –descritte come poliziotti in borghese–  responsabili di aver inseguito ed atterrato uno spacciatore magrhrebino.
La ricostruzione fatta dalla giornalista si conclude poi con la dichiarazione dell'assessore alla sicurezza Maurizio Saia, il quale si scaglia contro l'eccesso di zelo di alcuni passanti “perditempo democratici” che –a detta sua– cercano di intervenire contro chi si impegna a mantenere l'ordine in città.

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Vietato sedersi

12/02/2014
ore 14:40
Via VII Febbraio

Un pericolosissimo senza tetto, che pare essere seduto senza fare nulla ma che in realtà nasconde un piano per un attacco terroristico? a giudicare dalla reazione delle forze dell'ordine parrebbe...

 

Facce amiche

Ore 16. Basta, devo fare una pausa, voglio una sigaretta e cinque minuti di re lax. Mi alzo da un tavolo su cui sonnecchio da 4 ore, mi butto addosso l'eskimo e nuoto attraverso l'umidità del pomeriggio invernale alla ricerca di un paio di facce amiche che mi facciano pensare ad altro per un po'. E le trovo, come speravo: sono P. e Q., che, come sono soliti fare, sono passati per un caffè proprio a quest'ora.

Quel che è insolito è però la loro compagnia, che ha un'aria un poco meno amichevole: soldati schierati lungo il marciapiede a braccia conserte e gambe larghe, poliziotti che parlano al telefono, totale due camionette e una volante; ancor più strano, nessun altro su quel marciapiede.

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Polaroid di un pomeriggio di pioggia

Sono le sei e mezza di un pomeriggio di pioggia, i lampioni sono bassi e ho le scarpe fradice e pesanti ai piedi. Cammino distratto preso dai pensieri di una giornata di metà febbraio. Mi dirigo verso un supermercato del centro, uno dei più grossi. La mia unica preoccupazione al momento sono un paio di birre e tre zucchine per la cena. Dal torpore, un vociare indistinto attira la mia attenzione. Una volante è ferma a pochi passi dall’ingresso del supermercato. Due uomini in divisa sfogliano delle carte, penne alla mano compilano caselle e dati. I dati sono quelli di due uomini sulla quarantina, fermati per un controllo dei documenti. D’un tratto, colgo un rapido scambio di battute:  

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Operazione “salva il cane”

Orario: l'una di notte passata da un po'. Come ogni sera esco a portare il mio cane billy a fare una passeggiata, mi rilassa uscire di sera quando non c'è più il frastuono delle auto e scende il silenzio sulla città. Cammino su Corso Milano quando a un certo punto billy inizia a tirare forte al guinzaglio verso il porticato, lo seguo nella sua ricerca e li troviamo un cucciolo di cane, solo, impautiro con il collare legato al collo ma nessun padrone nelle vicinanze.

Sento delle voci più in la di due persone che stanno litigando, mi dirigo verso l'incrocio per verificare se il cane fosse loro, non faccio in tempo ad arrivare che due volanti della polizia sfrecciando a tutta velocità con lampeggianti e sirene spiegate, come se stesse avvenendo un inseguimento, ci passano accanto.

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Sicurezza in piazza

Padova, una piazza del centro, ore 22, una sera qualunque di questo insulso inverno pre-elettorale. Fa freddo, la nebbia entra nelle ossa, la piazza è deserta. Cerchiamo ristoro ma tutti i bar sono chiusi, lo sono da quando i sindaci PD (che sta per Padova ma anche per  Partito democratico, e non solo..) hanno decretato il coprifuoco per la sicurezza dei cittadini che vivono nel salotto buono della città. C’è aria di solitudine e smarrimento nella piazza che fu abitata anni fa da orde studentesche rumorose e festeggianti. Ma una luce blu nel buio del nulla che digerisce tutto ci mostra che c’è ancora vita in questa desolazione: una volante a fari e motore accesi, piantata nel centro della piazza deserta. 

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