Operazione “salva il cane”

Orario: l'una di notte passata da un po'. Come ogni sera esco a portare il mio cane billy a fare una passeggiata, mi rilassa uscire di sera quando non c'è più il frastuono delle auto e scende il silenzio sulla città. Cammino su Corso Milano quando a un certo punto billy inizia a tirare forte al guinzaglio verso il porticato, lo seguo nella sua ricerca e li troviamo un cucciolo di cane, solo, impautiro con il collare legato al collo ma nessun padrone nelle vicinanze.

Sento delle voci più in la di due persone che stanno litigando, mi dirigo verso l'incrocio per verificare se il cane fosse loro, non faccio in tempo ad arrivare che due volanti della polizia sfrecciando a tutta velocità con lampeggianti e sirene spiegate, come se stesse avvenendo un inseguimento, ci passano accanto.

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Sicurezza in piazza

Padova, una piazza del centro, ore 22, una sera qualunque di questo insulso inverno pre-elettorale. Fa freddo, la nebbia entra nelle ossa, la piazza è deserta. Cerchiamo ristoro ma tutti i bar sono chiusi, lo sono da quando i sindaci PD (che sta per Padova ma anche per  Partito democratico, e non solo..) hanno decretato il coprifuoco per la sicurezza dei cittadini che vivono nel salotto buono della città. C’è aria di solitudine e smarrimento nella piazza che fu abitata anni fa da orde studentesche rumorose e festeggianti. Ma una luce blu nel buio del nulla che digerisce tutto ci mostra che c’è ancora vita in questa desolazione: una volante a fari e motore accesi, piantata nel centro della piazza deserta. 

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Arcella “città” aperta

arcellacittaapertaSono ormai tanti anni che vivo a Padova, ho cambiato diverse case e da pochi mesi mi sono ritrovato a vivere nella zona adiacente alla stazione. Più precisamente dietro di essa, da dove parte una città nella città: la (per alcuni) famigerata Arcella.

Da molte persone, da molti giornali, da molti politici questo quartiere è stato definito “degradato”, “pericoloso”, “malfamato” nel corso dei miei anni padovani. Nonostante mi sia sempre sembrato tutto assurdo ed esagerato non ho mai verificato in quanto l'Arcella è una di quelle zone in cui capiti solo se ci abiti, o se ci abita qualcuno che conosci e che sei andato a trovare.

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Preso Blu – Padova, cronache da una città in ostaggio.

PresoBlu

Ma quanta arroganza si spreca,  per quali mediocri orizzonti, il senso di vaga impotenza, di un giorno di pioggia, al gusto di pioggia, in giorni di pioggia.

In questi giorni nella nostra città è esplosa la campagna elettorale. Verrebbe spontaneo pensare che in questo periodo lo spazio pubblico e politico fosse attraversato da proposte, idee e confronti. E invece no. Campagna elettorale a Padova significa tutt'altro. Significa polizia ovunque, posti di blocco nei quartieri, finanza con i cani antidroga per le strade del centro ogni sera all'orario dell'aperitivo, significa che i giornali e le televisioni locali rispolverano la buona e vecchia sicurezza come perno su cui provare ad ottenere i consensi utili per arrivare a Palazzo Moroni.

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#padovatrema: la Polizia vuole giustizia

maniviolentadefWEBNelle strade e nelle piazze di Padova sta andando in scena il peggiore remake di un film già visto, fondato su banalità della trama, machismo dei personaggi e miseria intellettuale.

“Maxi-operazione sicurezza”, l’hanno intitolata i brillanti sceneggiatori, l’Illuminata Prefetta Patrizia Impresa e l’Esimio Questore Ignazio Coccia, che però senza la supervisione straordinaria del reggente sindaco Guest Star dott. Ivo Rossi non sarebbero mai stati in grado di raggiungere un tale livello di inutilità: dichiarare guerra alle pericolose bande criminali che imperverserebbero in città. La regia si rifà ad una nota corrente degli anni 2000: quella poliziottesco-securitaria, che considera l’intimidazione l’unico mezzo efficace per la gestione di una società complessa come la nostra, e ogni zona di socialità e di critica al sistema una minaccia all’ordine pubblico.

Ma che film avete visto?

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113 – La solitudine dei numeri primi

113solitudineIn risposta al regime di poliziottesco-controllo securitario che vige in città, vogliamo lanciare un'inchiesta di strada, che documenti i controlli di polizia eccessivi, ingiustificati o razzisti e stigmatizzanti, affichè venga smascherata la retorica della maxioperazione sicurezza secondo cui Padova sarebbe assediata dalle bande.

Saremo ovunque osservatori partecipanti della realtà, documenteremo ciò a cui assistiamo con curiosità e stupore, con gioia e ironia, per decostruire l'aura di paura e solitudine in cui giace da troppo tempo Padova. Attraverseremo la città con fiducia e hilaritas, per opporci all'indifferenza e all'individualismo.

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