Sagra del Degrado: Padova torna a vivere!

sagradegradoLa buona riuscita della Sagra del Degrado di ieri sera testimonia l'insofferenza che le persone che desiderano una Padova più viva e libera da mesi – o meglio anni – covano nei confronti di divieti ridicoli quando non razzisti ed escludenti. Centinaia di studenti, precari, cittadini, persone che vivono Padova tutti i giorni, si sono radunate in Piazza delle Erbe, - piazza che anni di politiche securitarie e “anti-degrado” della giunta Zanonato-Rossi avevano desertificato completamente – per protestare contro i numerosi divieti che il sindaco Bitonci, sulla scia dei suoi predecessori, ha promulgato in nome del decoro, della legalità, e della “sicurezza” . Quale sicurezza poi? quella sociale?  Quella economica? O quella, molto più rassicurante per chi governa, di una città pacificata e svuotata apparentemente delle contraddizioni?

Nonostante l'intervento della polizia che ad un certo punto ha imposto che tutto il materiale della piazza venisse portato via - cestini compresi - la piazza di ieri è stata l'espressione di una città viva, in cui i desideri e i bisogni di tutti vengano accolti, una città aperta e solidale, una città libera, con tutte le contraddizioni e i conflitti che nelle città emergono, perchè è anzitutto nelle città che il cambiamento si produce.

#padovatrema
#ancheno

 

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Arresti esemplari e perditempo democratici. A Padova va in scena l’inquisizione

arrestoSpacciatore arrestato in piazza, poliziotti insultati dai passanti. Questo è il titolo d'apertura di un breve articolo che il Gazzettino di Padova ospita nella terza pagina dell'edizione cartacea (qui la sintesi online). L'autrice dedica tre mezze colonne alla descrizione “degli attimi di concitazione ieri [ndr 20 Agosto 2014] intorno alle 16 in via Oberdan nel cuore di Padova per l'arresto di uno spacciatore magrhrebino.” L'articolo racconta di un battibecco animato da un passante che avrebbe chiesto spiegazioni su quanto accadeva alle due persone –descritte come poliziotti in borghese–  responsabili di aver inseguito ed atterrato uno spacciatore magrhrebino.
La ricostruzione fatta dalla giornalista si conclude poi con la dichiarazione dell'assessore alla sicurezza Maurizio Saia, il quale si scaglia contro l'eccesso di zelo di alcuni passanti “perditempo democratici” che –a detta sua– cercano di intervenire contro chi si impegna a mantenere l'ordine in città.

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