Come un fulmine a ciel sereno: solidarietà a Point Break e a chi è senza casa

sgomberopoint"Fratelli miei non ci hanno vinto,  siamo ancora liberi di solcare il mare" Q, Luther Blisset

Non tutte le mattine sono uguali. Non tutti i risvegli sono lenti e faticosi. Alcune volte quando ti svegli senti dentro una rabbia che non puoi controllare. Questo è successo a noi ieri, 21 luglio, quando svegliandoci abbiamo acceso i nostri Pc e abbiamo scoperto dello sgombero di Point Break. Come un fulmine a ciel sereno. Come se ci avessero attaccati tutt*. Già, perché la palazzina occupata in via Fortebraccio è stata per noi un esempio e un punto di riferimento, è stata un rifugio accogliente per le decine e decine di compagn* che nel corso degli anni hanno avuto la necessità o il desiderio di passare delle notti a Roma.

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22.08 – Pensano di averci sgomberato, ma la vita non si sgombera! #torniamosubito!

sgomberoPubblichiamo a caldo un comunicato che non avremmo mai voluto scrivere. Stamattina la questura di Padova ha sgomberato gli spazi del BiosLab in via Brigata Padova. L’ha fatto di venerdì, in pieno agosto, senza alcun preavviso. Ironia amara, in quest’estate grigia e piovosa la metafora del fulmine a ciel sereno non è adatta a descrivere lo stupore e la rabbia che ci hanno assaliti stamattina quando abbiamo trovato gli spazi svuotati e sigillati.

Una metafora che non funzionerebbe anche perché l’atmosfera di Padova in questi ultimi mesi si è fatta sempre più cupa e  soffocante: la cronistoria dell’impresa liberticida messa in atto dal sindaco Bitonci e dal suo sgherro Saia pervade quotidianamente le cronache locali, in un susseguirsi di operazioni di polizia e ordinanze comunali che nulla fanno rimpiangere del paradigma della tolleranza zero post 11 Settembre 2001.

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Gli spazi sociali non si toccano!

marzoloDa ieri mattina Padova si trova con un'occupazione in meno ed uno sgombero in più. Intorno alle 10.30 la ex-mensa universitaria Marzolo è stata sgomberata dopo quasi 6 mesi di occupazione. Un complesso, quello della Marzolo-Fusinato, abbandonato a se stesso per un contenzioso decennale sulla proprietà tra Università ed ESU.
Questo sgombero si allinea alle dichiarazioni di campagna elettorale del neo-sindaco Bitonci che ha ripetutamente dichiarato guerra agli spazi sociali e alle esperienze di riappropriazione. Proprio Bitonci ha immediatamente voluto elogiare l'operato delle forze dell'ordine dichiarando al contempo che “Padova è una città aperta e accogliente, che vuole valorizzare creatività e culture giovanili, anche critiche, ma solo nell'ambito del rispetto delle regole”. Queste dichiarazioni arrivano immediatamente dopo l'annuncio a mezzo stampa della volontà del Comune di vendere alcuni dei suoi palazzi storici, anch'essi abbandonati da anni, piuttosto che metterli a disposizione di giovani, studenti, precari e cittadini. I fatti di questa mattina mostrano l’avvento delle politiche securitarie e oscurantiste della nuova giunta, ma le esperienze di occupazione e riappropriazione in città continueranno a resistere!

BiosLab

Padova 11.07 – Il BiosLab non si sgombera! Il BiosLab è ovunque! – Corteo e cariche davanti alla sede dell’Inps

image-3Dopo lo sgombero del Laboratorio BIOS di via Palestro, avvenuto ieri all’alba, questa mattina abbiamo lanciato un’assemblea nella ex facoltà di Scienze Politiche per dare una risposta alla gestione poliziesca delle istituzioni di questa città. In molti, nonostante la sessione di esami, nonostante l’afa, hanno voluto portarci ancora una volta la loro solidarietà e tutti insieme siamo usciti, intorno a mezzogiorno, su via del Santo per portare uno striscione davanti agli uffici dell’INPS. Pochi metri dopo un ingente spiegamento di polizia si è schierato per impedire ogni contatto con un’iniziativa in corso alla presenza del sindaco reggente di Padova, Ivo Rossi.

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SGOMBERATO IL BIOS LAB! LA VITA NON SI SGOMBERA!

20130710_124533Questa mattina all'alba, su richiesta dell'INPS, la polizia ha sgomberato il Laboratorio Bios.

 

Avevamo deciso di occupare lo stabile in Via Palestro 26 con l'obiettivo di sottrarlo all'abbandono e al degrado in cui era abbandonato da ben 17 anni, privo di qualsiasi futuro se non quello di essere consegnato alla speculazione immobiliare, a quanto pare attività preferita dall'ente che dovrebbe gestire la previdenza sociale del nostro paese.

 

Non sono evidentemente bastate le mille firme dei residenti del quartiere che abbiamo raccolto nella prima settimana di occupazione, iniziata il 17 Aprile. Non sono bastate le decine di realtà politiche e associative nazionali e padovane che hanno mostrato la loro vicinanza al nostro progetto. In questi mesi di occupazione migliaia di persone hanno respirato ed attraversato questo spazio, per renderlo vivo e per partecipare alle decine di iniziative che abbiamo messo a disposizione della cittadinanza. Dai dibattiti alle assemblee, dalle presentazioni di libri ai laboratori teatrali, dai concerti alle proiezioni, il laboratorio Bios è stato percepito fin da subito come uno spazio in cui poter vivere la nostra città in un modo diverso.

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